Maralba Focone

Artist peintre

Maralba focone

Classe 1946, professore di storia dell’arte. Disegna prima di camminare; effettua gli studi, artistici e non, a Torino, Roma e Bruxelles. Segue i suoi molteplici interessi con passione, studio, dedizione e grande divertimento. Da sempre interessata all’indagine delle declinazioni intrinseche nell’animo umano ne traspone nei suoi quadri le sfumature caratterizzanti. In quest’ottica già da giovanissima matura i tratti identificativi della sua poetica. Utilizza di preferenza oli e chine, ma anche gessetti e matite. Predilige spatola e pennello piatto. I soggetti spaziano da architetture di borghi a figure, ritratti e divertissement con composizioni cromatiche volte a sottolineare stati d’animo, luci e ombre che accolgono lo sguardo dell’osservatore

Opere realizzate

Esposizioni in Europa

Anni di attività

Premi vinti

Maralba Focone è nata a Ercolano (Napoli) il 30 agosto 1946. Risiede da anni a Torino dove ha frequentato il Liceo Artistico, l’Accademia delle Belle Arti ed è stata docente di Storia dell’Arte negli Istituti Superiori.

Le proposte estetiche della Focone, pur non limitandosi alla pittura e pur non concentrandosi esclusivamente sulle tematiche esistenziali, riservano tuttavia a queste ultime un interesse particolare

Ha esposto in varie città italiane ed è presente in diverse pubblicazioni d’arte. Per la sua attività le sono stati assegnati importanti riconoscimenti tra i quali ricordiamo il Premio “Il Centenario” nel 1982, il Premio “Portovenere” nel 1983 ed il Premio “Superga” nel 1984. Ha esposto a Torino, Roma, Parigi e molte altre città europee.

Elemento caratterizzante e significativo della sua pittura è una totale astrazione temporale, pur rappresentando la contemporaneità degli stati d’animo collettivi

  • Paesaggi
  • Divertissement
  • Figure
  • Borghi

IL FUORI E L’OLTRE
la critica di Barbara Bernardi.

LO STATEMENT ARTISTICO DI MARALBA FOCONE

Fulcro della ricerca artistica ed espressiva di Maralba è entrare nell’animo umano e comprenderlo.

Trae i propri riferimenti artistici dall’approfondito studio della storia dell’arte, in una suggestione continua e articolata .

Dal fondo oro dell’arte bizantina, di cui ha sempre subito il fascino, mutua la composizione della figura che viene assorbita fino ad annullarne la prospettiva, a favore della progressione di perdita della materia verso la perfezione dell’anima come pura proiezione spirituale.

Aderisce al Manifesto della V dimensione con Carlo Riccardi (rivista Vip febbraio marzo 1978) di cui è pubblicata una valutazione critica di Antonino Ronci; resta un artista figurativo ma le sue opere appaiono fortemente slanciate verso una dimensione altra, oltrepassando inevitabilmente quelle conosciute come sapientemente sottolineato da Barbara Bernardi in “il fuori e l’oltre” .

Parallelamente all’indirizzo chiaro delle sue opere, persegue lo studio dell’esoterismo all’interno della produzione artistica europea, che si traduce in innumerevoli lezioni tenute sulle influenze che tale materia ha avuto nella storia dell’arte. Tali lezioni vertono ad esempio sulla Cappella Sistina, in cui Michelangelo occulta l’alfabeto ebraico, sulla Primavera di Botticelli, chiarendo i rapporti degli artisti afferenti la cerchia dei Medici con il Ficino e l’intento di pervenire ad una dimensione artistica elitaria, fatta di stratificazioni di significato le cui implicazioni filosofiche ed esoteriche sono tuttora fonte di studio; sulla Madonna delle rocce di Leonardo e sull’Ultima Cena.

Accoglie suggestioni particolari che riproduce in modo del tutto personale attingendo dagli artisti che ama di più o da particolari opere.

Ama molto il Crivelli, l’Arcimboldo, Raffaello e Van Eyck, riproduce nella ricerca cromatica e compositiva le velature, le trasparenze del Beato Angelico. Ritrova il dolore dell’anima ne L’Urlo di Munch: dolore e sgomento che vengono interpretati dall’artista con compostezza e dignità.

Mutua da Felice Casorati l’isolamento del soggetto dentro una struttura che invece di accoglierlo lo estrania. Questo straniamento viene perseguito anche nell’uso della luce che resta sempre soffusa e mai caratterizzante.

Nei borghi il sovrapporsi degli elementi di architettura ricorda l’Homme appuyé sur une table di Picasso.
Di Chagall ama e riproduce la dimensione onirica dei personaggi, il loro fluttuare nello spazio.

Oltre lo sfondo, l’uso del colore e della luce, riserva una particolare attenzione compositiva alla forma mani: nei viaggi astrali proprio le mani servono per abbracciare, accarezzare le anime.

Le mani lunghe consapevoli trovano forse nel Cristo Velato una loro prima ispirazione, è proprio nello scolpire, dipingere il Cristo che i diversi artisti hanno permesso alle mani da loro riprodotte di assurgere ad una dimensione più ultraterrena, quella delle opere di Maralba.


Nella sua lunga carriera di pittrice, Maralba Focone ha ottenuto significativi riconoscimenti e pubblicazioni su riviste, libri e cataloghi, sia in Italia che all’estero.

Diversi sono gli articoli e le interviste che ne hanno accompagnato la carriera su riviste specializzate e su quotidiani:

  • del 2022 è l’intervista a lei dedicata su ilgiornaleoff “Eleganza e carattere fuori dal convenzionale” di Anna Soricaro;
  • nel 2018 è stata inserita in CAM, Catalogo d’Arte Moderna, numero 54, e si è parlato di lei su diversi numeri del mensile ARTE, Mondadori;
  • è stata inserita sul Catalogo nazionale di arte moderna n 16/1981, Bolaffi;
  • ha esposto nel 2017 presso la Sala Promoteca del Campidoglio durante uno scambio interculturale tra Italia e Iraq e presso l’Ambasciata Egiziana a Roma.

Nel 1978, Maralba è stata tra i firmatari del Manifesto Processo alla Quinta Dimensione, movimento che ha avuto Riconoscimento Universale. (Vip febbraio/marzo 1978).

Ha collaborato in riviste, sia in Italia che all’estero, scrivendo propri articoli inerenti la storia dell’arte e la pittura contemporanea (Opinioni libere; Vip; Và Pensiero di Bruxelles; Prisma; Scripta Manent).

Inoltre, è stata consulente per le mostre del Teatro Fregoli di Torino.